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"Sto diventando un po' troppo critico per potermi illudere ulteriormente di avere qualche talento" - F. Nietzsche


"Musica est exercitium aritmaeticae occultum nescientis se numerari animi“

- G.W. Leibniz


"I pecoroni non vogliono diventare padroni del loro lavoro!" - C.T.


"Tutta la musica è contemporanea."

martedì 31 gennaio 2012

Ascoltare la musica "elettroacustica": una esperienza di sorprendente purezza

" Il est clair que l’art deviendra dans quelques siècles un pur divertissement, et que l’art véritable, qui est la préparation de l’homme à une vie supérieure, sera alors le propre d’un petit groupe ésotérique réfugié dans l’underground."
K. Stockhausen, 1974



Un lunedì sera d'inverno, una folla composta per lo più di giovani si accalca in coda all'ingresso di una sala in pieno centro, disciplinatamente attendendo di acquistare il (economico) biglietto d'ingresso. A prima vista l'atmosfera potrebbe assomigliare a quella, mettiamo, che uno si immagina di trovare all' entrata  di una discoteca o di un concerto rock: ma forse molto, molto più ordinata. Dopo un po' si  capisce che il pubblico è talmente numeroso che moltissimi non riusciranno a entrare, e gli organizzatori si vedono (con loro grande sorpresa e piacere, immagino) costretti ad annunciare la replica della serata lunedi prossimo. 
Dunque che cosa è questo "evento" che richiama così tanti giovani? E' il concerto inaugurale dell'Acusmonium SATOR allestito presso il Centro culturale San Fedele di Milano, per impulso  del suo Direttore delle attività musicali Antonio Pileggi, con la collaborazione di Giovanni Cospito  e Dante Tanzi.

sabato 28 gennaio 2012

Quante cattedre di composizione servono in un conservatorio?


Chiedo anticipatamente scusa se quanto segue spiacerà a qualcuno, perchè l'argomento è spinoso; ma voglio pormi pubblicamente delle domande volutamente ingenue, e chiedere ai lettori un aiuto per chiarirmi le idee. La questione riguarda l'adeguatezza del "offerta formativa" dei Conservatori di Musica rispetto alla popolazione scolastica e rispetto al "mercato del lavoro". La domanda nasce da una circostanza casuale: sere fa con alcuni colleghi abbiamo provato a elencare il numero di cattedre di composizione di alcuni conservatori di nostra conoscenza. Abbiamo fatto fatica a contarle, il loro numero fa spavento. Una quantità apparentemente fuori controllo, che sembra non avere più alcun rapporto con il mondo esterno, nemmeno potenzialmente, nemmeno in modo virtuale.


martedì 24 gennaio 2012

Ai musicisti degli Enti Lirico-Sinfonici è vietato svolgere lavoro autonomo.


Salvatore Nastasi, Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero Beni Culturali, ha emesso il 10 Gennaio 2012 una circolare, che vedete anche qui di fianco, con la quale si ribadisce  che dal 1 Gennaio 2012 è fatto divieto ai dipendenti degli Enti Lirico-Sinfonici di svolgere attività concertistica autonoma. La circolare specifica che il divieto  è in vigore in mancanza della sottoscrizione del Contratto Nazionale di lavoro degli  Enti suddetti, come previsto dall' Art. 3 della LEGGE 29 giugno 2010, n.100 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2010, n.64, recante disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attivita' culturali
Naturalmente la cosa ha suscitato un'ondata di reazioni e il problema, spinoso e complesso, presenta due aspetti principali: uno giuridico/ politico, diciamo così, l'altro di merito.  Vediamo di sciogliere i punti principali della matassa.

venerdì 20 gennaio 2012

I contributi del Ministero dei Beni Culturali al settore musica per il 2011: la sintetica analisi di un comune cittadino


E' stato reso pubblico recentemente il documento con il quale il Ministero dei Beni Culturali determina i finanziamenti da erogare alle attività musicali per l'anno 2011.
I membri della Commissione Consultiva Musica si  possono conoscere dal sito della Fondazione Prometeo di Parma. Questo invece  è il link al documento del Ministero. 
Premesso che il vostro redattore non è molto competente in materia di provvedimenti legislativi a favore delle attività musicali (e ciò è imperdonabile), e quindi può darsi che alcune apparenti lacune del documento siano conseguenza di vincoli legislativi che gli sfuggono, per una volta ha preso carta e matita, e con santa pazienza si è messo a spulciare la lunga lista con gli occhi del semplice appassionato di musica che vuole sapere come e dove vengono distribuiti i soldi dei cittadini italiani. Era nostro dovere farlo, per onorare un blog che si chiama Musica, Società, Mercato. Ecco dunque la nostra sintetica analisi commentata. Speriamo che vi sia almeno utile per farvi un 'idea, se avrete la pazienza di leggerla fino in fondo. 

mercoledì 18 gennaio 2012

Corsi e ricorsi storici nella querelle tra "antichi" e "moderni"

Giuseppe Sarti
".....nel 1832, sulla Musikalische Allgemeine Zeitug compariva il biliare, ma non disarmato saggio di un compositore preclaro, Giuseppe Sarti: Esame acustico  fatto sopra due frammenti di Mozart: precisamente, su due passi dei quartetti "haydini", in re minore, in do maggiore (che gli  studiosi  tedeschi chiamavano, con un residuo brivido  di  sgomento, Dissonanzenquartett).
Mozart  era stato  assai cordiale con il collega, fino a citarne un motivo  nella chiusa del Don Giovanni (dai Due Litiganti su  libretto di  Goldoni) e scegliendone un tema, "come un agnello", e svolgere una elegantissima sere di  variazioni  per pianoforte. 
Ma non aveva frenato le furie teoretiche d'un musicista che scorgeva il segno della depravazione, del "moderno", esattamente nell'adozione del temperamento equabile, attuata superbamente dal Wohltemperiertes Klavier bachiano, e divenuta, ai tempi di Haydn e Mozart, assolutamente irrefutabile e d'uso generale. 
Sarti pensava alle modalità antiche, fondate sull'intonazione naturale, e non sul  sotterfugio matematico proposto ai tempi di Andreas Werckmeister; e trovava conforto al suo venerabile arcaismo nel canto popolare, ascoltato nel soggiorno russo, e riprodotto anche in un opera teatrale, Oleg del 1790, composta con la collaborazione della zarina.
Restò tutta la vita convinto che la musica contemporanea fosse tale da "faire boucher les oreilles".
.....(omissis)..... 
Stravinskij
La suddivisione anomala dell'ottava (aborrita da Sarti nella moderna scala cromatica) risaliva al Rinascimento, con Francisco de Salinas..., Tintoris e Nicola Vicentino: la sua suddivisione in 31 gradi restando, fino al Novecento, meramente teorica. Se non, forse, in talune musiche per archicembalo, uno strumento fatto da lui costruire, e che non raggiunse la soglia dell'assuefazione, vale a dire la necessità storica. Si ricorderà come Stravinskij fosse certo che di uno strumento analogo si valesse Carlo di Venosa, ricercandolo, nella sua visita al castello di Gesualdo, senza trovarlo."

(Passim, da Mario Bortolotto, Corrispondenze - Milano, 2010) 

martedì 17 gennaio 2012

"Si è nella storia fino a quando si ha la capacità di incidere realmente nella società"

Con molto piacere pubblico su questo blog un articolo che il musicologo  e compositore Giovanni Guaccero ha scritto nel lontano 1999 (!!), e nel quale con coraggio, e in anticipo di parecchi anni, traccia una analisi storico/sociologica,  precisa e lucida, dello stato della Mus.Cont. in Italia, e una sintetica ipotesi  di lavoro per il futuro.
L'idea che "quella" certa Mus.Cont. sia in grande crisi è ormai stata digerita dalla maggioranza dei musicisti e del pubblico: meno da coloro che per convenienza personale, o per convinzione ideologica, non si  decidono ancora  a consegnare alla Storia e alla musicologia un fenomeno che sembra aver sostanzialmente esaurito la sua "forza propulsiva". Ma la storia è testarda, e va avanti comunque. Nel frattempo, dato che sempre nuove generazioni di appassionati e di  ascoltatori si  affacciano alla scena del mondo,  sarebbe buona cosa eseguire con maggiore frequenza, come si  fa per qualsiasi altra parte del repertorio "classico", le opere importanti dell'avanguardia storica, i veri "capolavori". E ce ne sono moltissimi  che, sfortunatamente, si ascoltano raramente dal vivo, almeno  nel nostro paese. Sarebbe bene introdurli regolarmente nel "repertorio", insieme alla letteratura classica e antica, in prospettive e abbinamenti storico/ musicologici nuovi e creativi. 
Smettendo però, finalmente,  di  chiamarli  Musica Contemporanea.
Per chi  fosse interessato , sul sito dello  stesso  Guaccero sono reperibili altri interessanti interventi dello stesso periodo su questo argomento, più articolati e approfonditi, e in particolare  "Musica contemporanea, stile novecentesco e nuove generazioni" e "La ricezione della musica contemporanea". Ne consiglio vivamente la lettura, ringraziando Giovanni Guaccero per la cortese disponibilità.  

mercoledì 11 gennaio 2012

Il parere dei lettori: la musica contemporanea forse non è morta, ma......

Matthias Stom- La guarigione di Tobia
Accademia Carrara, Bergamo

Il mio recente post La musica contemporanea è morta ha provocato una elevatissima, inaspettata quantità di commenti, sia su questo blog che in forma privata.
Cercherò qui di tirare le fila dei vari interventi, individuandone i punti comuni, e le proposte avanzate.  Spero di fare una cosa utile. 
 Ma il dibattito continua.. 


venerdì 6 gennaio 2012

Giovani musicisti condannati al precariato (a vita?)

"Ah, sei musicista! E di lavoro cosa fai?". 
La domanda è ricorrente per i professionisti della musica come Sabina, 33 anni, che racconta le difficoltà di un mestiere non riconosciuto, in cui il lavoro nero è la norma. 

Ne abbiamo già ripetutamente parlato  in questo  blog, e l'argomento va per la maggiore nell'ambiente, visto che la crisi morde ormai da moltissimi anni,  specialmente nel mondo della cultura e dell'arte. 

Questo articolo, "La sonata della violinista precaria" apparso  su Rassegna.it , racconta  uno degli innumerevoli casi di giovani strumentisti che fanno fatica a trovare lavoro stabile, o non lo trovano per nulla. Qui potete ascoltare la brava Sabina. Ditemi voi se non merita almeno qualche certezza in più per il suo futuro. 
ULTIM'ORA : su Facebook  nel frattempo è apparsa la pagina
Fregati in partenza : elenco delle associazioni che non pagano i concerti
nella quale vengono segnalati i "disguidi", veri  o pretestuosi, con i quali le associazioni musicali  giustificano ( quando lo fanno) i  loro  ritardi  nei pagamenti a musicisti e precari. 


















mercoledì 4 gennaio 2012

L'arte (e la musica) contemporanea tra χρόνος e καιρός

Continua la pubblicazione di contributi di lettori del mio post La Musica Contemporanea è mortaRaffaele De Tintis propone qui di seguito, a mo' di veloce nota su Facebook, una sua originale riflessione sul rapporto tra passato e presente nell'espressione artistica, a partire dal  libro  di Francesco Bonami, "Lo potevo fare anch'io", Milano, 2007.(*)


Prendo dalla mia Billy/IKEA il testo che Francesco Bonami ha scritto qualche anno fa per spiegare, a chi non ne sa nulla, l´arte contemporanea. A me me piace Andi Varol è il settimo capitolo, dove si parte da una considerazione a tutti nota: storicamente, gli artisti colti detestano quelli pop piu´ di quanto avvenga il contrario. Nel testo che segue, Bonami dice la sua su cosa sia arte colta e arte pop, ricorrendo ai due termini che i greci usavano per chiamare il tempo: kairos e kronos.




martedì 3 gennaio 2012

Una panoramica sulla musica contemporanea non "accademica"


"Riceviamo e volentieri  pubblichiamo", un  interessante, denso contributo di Fabio Selvafiorita, che fornisce una panoramica sulle musiche contemporanee non "accademiche" (Sound Art, Sound Design, Ambient-Glitch, Musique Concrète, Impro-Noise...)
Ritengo preziosa e utilissima questa documentazione, che probabilmente molti tra gli "addetti ai lavori" della Mus. Cont., e tra essi  il  sottoscritto, ignorano in toto o in parte. Nel mio precedente post ( La musica contemporanea è morta)  rilevavo infatti come la musica  "accademica"  di  oggi sia divenuta ormai  solo UNO dei tanti generi  attualmente esistenti  in un mondo parcellizzato in settori che si sviluppano su binari paralleli, molto spesso ignorandosi vicendevolmente. Ospitando questo intervento vogliamo dare un contributo informativo indispensabile a chi  oggi voglia  parlare di musica contemporanea con una visione più ampia e maggiore cognizione di  causa. 
Con un sentito ringraziamento a Fabio per aver accettato  la mia richiesta.