"Sto diventando un po' troppo critico per potermi illudere ulteriormente di avere qualche talento" - F. Nietzsche


"Musica est exercitium aritmaeticae occultum nescientis se numerari animi“

- G.W. Leibniz


"I pecoroni non vogliono diventare padroni del loro lavoro!" - C.T.


"Tutta la musica è contemporanea."

venerdì 6 gennaio 2012

Giovani musicisti condannati al precariato (a vita?)

"Ah, sei musicista! E di lavoro cosa fai?". 
La domanda è ricorrente per i professionisti della musica come Sabina, 33 anni, che racconta le difficoltà di un mestiere non riconosciuto, in cui il lavoro nero è la norma. 

Ne abbiamo già ripetutamente parlato  in questo  blog, e l'argomento va per la maggiore nell'ambiente, visto che la crisi morde ormai da moltissimi anni,  specialmente nel mondo della cultura e dell'arte. 

Questo articolo, "La sonata della violinista precaria" apparso  su Rassegna.it , racconta  uno degli innumerevoli casi di giovani strumentisti che fanno fatica a trovare lavoro stabile, o non lo trovano per nulla. Qui potete ascoltare la brava Sabina. Ditemi voi se non merita almeno qualche certezza in più per il suo futuro. 
ULTIM'ORA : su Facebook  nel frattempo è apparsa la pagina
Fregati in partenza : elenco delle associazioni che non pagano i concerti
nella quale vengono segnalati i "disguidi", veri  o pretestuosi, con i quali le associazioni musicali  giustificano ( quando lo fanno) i  loro  ritardi  nei pagamenti a musicisti e precari. 


















2 commenti:

  1. Caludia Migliorati8 gennaio 2012 08:52

    Non sarà ora che il Governo, il Parlamento, le Regioni, i Comuni.... se ne occupino?
    E non sarà ora che i Conservatori e le mille Istituzioni formative del settore prendano iniziative al riguardo?

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  2. Vedo che lodevolmente le PROVINCE sono omesse dall'elenco istituzionale. Nella speranza che il presente Governo dia seguito alla propria dichiarata intenzione di eliminarle, ritengo che ognuno debba fare la propria parte: le istituzioni , nazionali e locali, i Conservatori per ripensare alla propria funzione in un mercato del lavoro che non è più nemmeno lontanamente quello anche di solo 30 anni fa , e infine tutti noi , che dobbiamo farci sentire e rivendicare , come ha fatto giustamente la nostra violinista precaria. Tutti dobbiamo agire: con speranza certo, ma anche con molta decisione !

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