"Sto diventando un po' troppo critico per potermi illudere ulteriormente di avere qualche talento" - F. Nietzsche


"Musica est exercitium aritmaeticae occultum nescientis se numerari animi“

- G.W. Leibniz


"I pecoroni non vogliono diventare padroni del loro lavoro!" - C.T.


"Tutta la musica è contemporanea."

martedì 20 settembre 2011

le "Necessità" (?!) della Musica Popolare Contemporanea...


Metti che una sera, in una città italiana, durante la giornata conclusiva della festa di un grande partito, si  svolga un dibattito pubblico dal curioso titolo  Le NECESSITA' della Musica Popolare Contemporanea.
Aggiungi che al dibattito partecipino tra gli altri il Cantante Rock/Divo locale, L'Organizzatore Privato di Concerti, il Presidente dell'Associazione dei circoli per la musica dal vivo, il Parlamentare Membro della Commissione Cultura della Camera, l'Assessore alla Cultura del Comune. Un parterre di tutto rispetto, dunque.
Che cosa s'intenda con Musica Popolare Contemporanea ( d'ora in avanti qui MPC) l'avevamo già capito fin da quando Veltroni, ministro dei Beni Culturali nel 1° governo Prodi,  dopo  aver ricevuto a Palazzo Chigi Lucio Dalla, Francesco De Gregori e altri, coniò la singolare definizione.
Dal punto di vista dei suoi autori e interpreti, si chiedeva di veder riconosciuta dignità e legittimità artistica a un universo di "generi" musicali - alcuni  francamente commerciali, altri con maggiore apparente propensione all'escursione fuori dal campo più frequentato - che in precedenza venivano genericamente catalogati come musica "leggera", "canzone d'autore", "pop" e così via. Non solo: all'epoca, mancò poco all'approvazione in sede parlamentare di  un disegno di legge in materia, con il quale si sarebbero - sempre a dire dei protagonisti - date agli operatori maggiori garanzie e tutele in termini organizzativi, burocratici, fiscali, previdenziali etc.
Non intendo qui discutere sulla correttezza della definizione stessa MPC, in quanto, ancorchè personalmente mi sembri alquanto demagogica, per onestà intellettuale bisogna ammettere che è effettivamente più popolare e contemporanea della musica "classica contemporanea". Anche se i valori intrinsecamente musicali della MPC sono discutibili (e a mio parere lo sono, e molto) è innegabile che molte migliaia di persone, in prevalenza giovani, l'ascoltino e frequentino i concerti, e che queste manifestazioni, comunque le si  giudichino, siano espressione della società contemporanea. Non è certo con un contenzioso sulla terminologia o rivendicando primati tassonomici che si può discutere con profitto di un fenomeno che va invece considerato attentamente.
Veniamo perciò al merito del dibattito in oggetto. Uno si  domanda, ma quali saranno mai queste Necessità della MPC ?  Si possono riassumere come segue :

-  si lamenta unanimemente la crescente mancanza di luoghi dove far musica, dai grandi eventi in stadi/palazzi dello sport ai clubs/locali/centri sociali/luoghi pubblici all'aperto dove far esibire gruppi di giovani "emergenti" o rockbands di qualità che amano suonare per pubblici non di massa.

- in mancanza di luoghi adatti (logisticamente e acusticamente) a grandi concerti di massa, e dovendo, nelle more, continuare a utilizzare gli stadi, si auspica una deroga legislativa ai limiti di impatto sonoro dell'amplificazione ( i famosi 75 decibel oltre i quali la Pubblica Sicurezza è autorizzata a "staccare la spina").
Questo argomento, sostenuto con particolare insistenza dall' Organizzatore Privato di Concerti (d'ora in poi  qui OPC) , mi ha fatto parecchio innervosire.
Da un lato, egli afferma, nessuno va a controllare se Riccardo Muti , nel dirigere la Sinfonia Fantastica di Berlioz scritta per due orchestre (sic!!), supera i decibel consentiti  dalla legge. Argomento quanto mai capzioso, mi si conceda. Nel merito, perchè nemmeno due orchestre sinfoniche potranno mai  produrre la  devastante, continua pressione sonora che si sperimenta a un concertone rock in luogo aperto. Nella forma, perchè i concerti sinfonici si tengono in tutto il  mondo, salvo eccezioni del tipo Central Park a NY in estate, in sale da concerto appositamente costruite, che non disturbano la quiete pubblica e permettono ai presenti l'ascolto nelle migliori condizioni  acustiche.
Dall'altro lato, sostiene sempre l'ineffabile OPC, gli abitanti vicino agli stadi che firmano petizioni e diffide contro il frastuono dei concerti rock sono poche centinaia, a fronte delle decine di migliaia che hanno diritto di ascoltare il concerto.  Non sono d'accordo: a me pare che imporre a questi poveretti (già peraltro  messi a dura prova ogni santa domenica del campionato di calcio) il fracasso dei sia pur blasonati U2 o Vasco, sia un puro e semplice, insopportabile sopruso. Vasco o gli U2, secondo me, dovrebbero fare il piacere di suonare a un volume umanamente sopportabile. Oppure, se il  problema è che hanno tanto pubblico da dover per forza esibirsi in luoghi costosi e antiacustici come gli stadi perchè sono gli unici che possano contenere molte migliaia di persone, allora non potrebbero invece suonare, per più serate, in un teatro al chiuso? L'incasso sarà forse anche maggiore perchè più gente li potrà andare ad ascoltare, il prezzo del biglietto sarà più basso perchè non dovranno affrontare le tante spese e le burocrazie interminabili di cui si lamenta L'OPMaxiC. L'acustica sarà incomparabilmente migliore perchè i teatri sono fatti  apposta per quello, e il contatto con i  fans ancora più diretto, e meno anonimo e massificato. Non è del resto questo, che cercano tutti i Divi dello showbusiness ? O forse fanno finta di voler compiacere i loro sostenitori quando gridano, dall'alto di palchi sideralmente lontani e protetti da barriere insormontabili, di volerli guardare negli occhi uno per uno ?

- Naturalmente, il nostro OPC, nel parlare delle risorse finanziarie pubbliche destinate alla cultura e alla musica, non trova di meglio che prendersela con i festivals di musica "classica" (definizione per lui senza senso e da abolire) finanziati da Enti Locali, come ad esempio  MiTo,  a suo dire "uno scandalo" e uno spreco di denaro. Sarebbe bello sapere perchè lo giudichi uno spreco e uno scandalo, dato che nello specifico, MiTo, pur con tutti i suoi problemi, da anni meritoriamente avvicina alla musica un pubblico molto vasto, e la sua offerta copre tutti i generi, dal sinfonico, al contemporaneo, al jazz, al rock, alla musica etnica...
Forse l'OPC si sente scavalcato sul suo stesso terreno e teme di veder diminuire il  volume del suo  business? Forse ritiene che i Comuni  non debbano organizzare cultura, ma solo devolvere ai privati le risorse relative, dando loro in appalto la politica culturale del Paese? Il sospetto- più che un sospetto-  nasce, a fronte di tanto virulenta polemica. In sostanza quello che sembra augurarsi l' OPC è che lo Stato o gli Enti Locali finanzino, sia pure tramite intermediari privati, noti bisognosi quali Vasco, Ligabue, Allevi, in nome dell'alto valore artistico e culturale della MPC.

- Da ultimo, riportiamo, volutamente senza commento, una apodittica affermazione del Parlamentare Membro della Commissione Cultura della Camera (e, nota bene, rappresentante del più grande partito di opposizione). Dopo aver con competenza fatto un quadro della situazione legislativa e lamentata la nota insensibilità della maggioranza in tema di cultura,  se ne esce con la seguente affermazione :
"Non esistono i generi  musicali , ma soltanto buona musica o cattiva musica. Claudio Abbado e Bruce Springsteen per me sono uguali."
Questa è la situazione, questa è  la confusione che registriamo,  comunque la si  pensi. Per il  momento  ci fermiamo qui per non farla troppo lunga, ma ci torneremo su,  presto.
A te, lettore, nel frattempo e se lo vuoi, la facoltà di commentare.












3 commenti:

  1. Stefano Ottomano21 febbraio 2012 12:30

    Quello che più mi preoccupa confusioni a parte è l'atteggiamento di alcuni compositori e musicisti in generale che con grande forza esclamano :" musica popolare? assolutamente no!!" quasi fosse una malattia. Mi riferisco in particolare alla musica tradizionae popolare faccio l'esempio della musica popolare del mio amato sud che va dalle tarantelle siciliane fino alla tammurriata napoletana. Bene da compositore e da percussionista vi posso garantire che molti musicisti e compositori avrebbero solo da imparare da certa musica popolare. nel mio caso durante i corsi di tamburi a cornice dopo aver spiegato con rigore e passione la parte popolare/tradizionale delle tecniche del tamburo affronto con loro un dialogo musicale sulla musica contemporanea ovvero spiego e faccio ascoltare loro come con le stesse tecniche tradizionali possiamo scrivere ed eseguire composizioni d'avanguardia che poco hanno a che fare con i vari titmi : tammorriata ,tarantelle etc etc. Per quanto riguarda la musica "Pop" il problema è ben più grave ci sono purtroppo cantanti e musicisti che da tempo offrono musica vuota priva di ricerca, musica commerciale solo per essere passata in radio o peggio in tv. Grazie a Dio però ci sono delle splendide eccezzioni come Bjork , Peter Gabriel e altri artisti che anche se in contesti completamente diversi sperimentano e danno ottimi contributi all'evoluzione di un linguaggio musicale valido come qualsiasi altra forma di musica esistente. Alcuni compositori di musica contemporanea sostengono che il Rock sia morto con Zappa ... sicuramente perchè questi ultimi non ascoltano più musica da allora ma non per questo da Zappa a oggi non ci sono stati grandi artisti della musica Rock e Pop validi. Non esiste a mio avviso musica di serie A e musica di serie B solo in base alle caratteristiche stilistiche di essa. Esistono pagine di musica d'avanguardia che potrebbero tranquillamente essere archiviate e cestinate, figlie di un Bluff etc etc stesso discorso per la Pop music artisti e canzoni da gettare nel cestino. Non per questo per colpa di alcuni provocatori mandiamo a c..re. tutta la musica sperimentale e per colpa di certi cantanti venuti da squallidi programmi televisivi gettiamo tutta la musica Pop. Il problema da Lei sollevato ineffetti è davvero grande bisognerebbe rivisitare l'inventario degli stili musicali altrimenti alcuni "illuminati" rischiano di inserire il sig. Allevi tra i minimalisti ( da minimalista vi garantisco che certa gente non ha proprio nulla a che fare con noi) oppure cantanti da 4 soldi ( gli scrivono i testi, la musica, dicono come devono vestirsi, muoversi sul palco e cosa devono dire) tra gli artisti di musica "Pop". insomma tutti nella stessa pentola... Stefano Ottomano

    RispondiElimina
  2. Claudio Trotta24 ottobre 2012 16:47

    Gentile Renato

    leggo solo ora il suo critico articolo e la ringrazio per lo stesso,la bellezza è a mio parere spesso nella diversità e non nella uniformità delle vedute che è un concetto statico e "classico" a cui spero di mai adeguarmi.
    Non ambisco certo a essere il portatore della "Verità",ma certamente e appassionatamente un articolato,attrezzato e spero autorevole operatore dell'arte popolare contemporanea essa si esprima attraverso il meraviglioso caleidoscopio della popular music di tutto il mondo e certamente non solo di quello anglosassone,o attraverso le mostre di eduntaiment che avvicinano soprattutto i bambini a tanti soggetti e temi utili alla loro crescita o via i bellissimi Family Shows/Musical/Spettacoli "Teatro Musicale" tutte espressioni che aiutano credo ad aprire gli orizzonti informativi di tutti per poter avere strumenti per la propria cultura,che come molti antropologi, io considero con la c minuscola e soprattutto riconoscendola nell'equilibrio quotidiano della persona o gruppo di persone che la alimenta e vive e non certo in un merito,un vanto o un elemento di presunta superiorità.
    In questo contesto rivendico la parità fra i generi di musica popolare contemporanea appartenenti a secoli ed epoche diverse,non credo che lei possa affermare che Mozart o gli autori dei neumi originali dei Carmina Burana o Gabrieli o Verdi o Bartok solo per citare alcuni autori che amo scrivessero musica considerandola o chiamandola Classica.
    Non credo neanche che il contesto delle esibizioni live fosse tutto sommato così lontano da quello dei concerti di musica popular dei nostri tempi,credo che si ridesse,si mangiasse,si bevesse, ma anche ci si concentrasse e ci si commuovesse come succede ai concerti di Springsteen,Dylan,Battiato,Roger Daltrey e tanti altri.
    Non credo neanche che ci fossero delle limitazioni di alcun genere al volume delle loro esibizioni o meglio che nessuno decidesse quali artisti dovessero subirle e quali no.
    Si lo so ho detto una "grave"...castroneria rispetto alla Sinfonia Fantastica di Berlioz il cui organico non è una doppia orchestra bensì una grande orchestra sinfonica,anche se sono quasi certo di ricordare che da qualche parte, in qualche tempo forse anche remoto o forse solo nella mia immaginazione è stata eseguita con un organico Gigante pari ad una doppia Orchestra Sinfonica.
    Quello che intendevo è che è una sinfonia con un consistente impatto sonoro e con picchi di volume notevolissimi e che giustamente nessuno si sente autorizzato a limitarne le qualità come invece succede per la musica popolare contemporanea.
    Comprendo dalle sue astiose parole nei confronti della musica pop e dei concerti di massa che, per sfortuna sua,ma non è mai troppo tardi e glie lo dico sorridendo,i suoi orizzonti musicali sono apparentemente assai limitati e che quindi lei non riconosca valore artistico nella popular music ma ,vede, ci sono alcune centinaia di milioni di persone nel mondo che la vedono diversamente quindi forse è lei a sbagliare e sottolineo forse.
    Infine rispetto a Mito,non ambisco ad essere finanziato,sono un imprenditore privato indipendente da quasi 35 anni, e non devo nulla ma proprio nulla nè alla politica, nè alle istituzioni a cui chiedo da sempre di investire sugli spazi per la musica,sulla formazione dei giovani,sulla informazione per il pubblico e non di fingere di regalare concerti gratis o a prezzo basso utilizzando risorse pubbliche che a mio parere andrebbero spese per interventi strutturali ben più necessari di iniziative come Mito
    La saluto e le chiedo cortesemente la prossima volta di scrivere nomi e cognomi delle persone che cita,non vedo motivo alcuno per l'anonimato
    Per la cronaca fra vinile,cd e musica digitale ho comprato circa 30 mila album di musica di tutti i generi e tempi e ascolto e vivo la musica 15/20 ore al giorno
    A presto
    Claudio Trotta "L'Ineffabile OPC" da lei menzionato nel suo articolo

    RispondiElimina
  3. Caro Trotta,
    grazie del suo commento.
    Lei scrive :
    "non credo che lei possa affermare che Mozart ...o Gabrieli o Verdi o Bartok solo per citare alcuni autori che amo scrivessero musica considerandola o chiamandola Classica."
    Crede bene. Infatti io non difendo affatto la musica "Classica", e se Lei mi conoscesse saprebbe che non sono nato, musicalmente , in un triste Conservatorio, ma come molti della mia generazione, suonando in gruppi rock o pop, di cui apprezzo la qualità ( ma solo dei migliori) ancora oggi senza vergognarmene per nulla. Uno per tutti, il più vicino a noi ? Elio e le Storie Tese, che stimo in sommo grado, per la qualità compositiva e interpretativa.

    Lei scrive inoltre che io "non riconosco valore artistico alla popular music.. ma ci sono alcune centinaia di milioni di persone nel mondo che la vedono diversamente"
    Riconoscerà che questo non è una sillogismo autodimostrativo, e che non è necessariamente vero che, poichè una certa forma espressiva è apprezzata da milioni di persone, esse abbiano per forza ragione.
    L'Arte non è come le elezioni, non vince per forza la maggioranza.

    Quanto al resto, mi pare che Lei non risponda nel merito.
    IL problema degli spazi adeguati ai concerti rock e dell'oggettivo inquinamento acustico che essi portano ai cittadini non interessati al fenomeno non può essere trascurato in nome della "libertà artistica". e il paragone con le orchestre sinfoniche , mi conceda , non ci azzecca proprio.
    Prendo inoltre atto con piacere che Lei dice di non ambire a essere finanziato con denaro pubblico. Sono d'accordo. Un manager privato sta sul mercato, e con esso si misura, senza impicci con le pubbliche amministrazioni e con il pubblico denaro.
    IL discorso è del tutto diverso per quelle istituzioni che, godendo di finanziamenti principalmente pubblici , hanno responsabilità maggiori davanti alla collettività. Lei è libero di pensare ciò che vuole su MiTo, e io non ho alcun interesse personale a difendere questa manifestazione. Da cittadino, mi limito a osservare che MiTO è tutto meno che un ghetto per accaniti aristocratici della musica Classica. Basta sfogliare il programma, nel quale si trova di tutto, dai cantautori alla musica etnica al jazz. Certo, c'è anche un bel po' di musica "classica" e perfino della Contemporanea ( orrore!). Ma si figuri che devo litigare con molti dei miei colleghi compositori , noti topi di Conservatorio, per difendere quello che a loro parere è l'eccessivo ecumenismo di MiTo.
    Certo si può sempre fare meglio , e forse se lo dirigesse Lei sarebbe meglio , chissà.
    Quanto alla Sua richiesta di fare nomi e cognomi, non l'ho fatto perchè non mi interessava accusare qualcuno in particolare o denigrare gratuitamente, ma solo esemplificare le attitudini verso il problema della cultura musicale di alcune tipiche figure professionali ( L'organizzatore, il Politico, il Parlamentare, L'Assessore alla cultura) che troviamo in ogni città italiana.
    Con un cordale saluto.
    Renato Rivolta





    RispondiElimina