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mercoledì 28 settembre 2011

Dear Mr. Levine, would you please let Fabio Luisi step in ?



In un articolo uscito sul NewYork Times del 16 Settembre a firma di Anthony Tommasini, si dà conto della vicenda che vede il  bravissimo direttore d'orchestra italiano sostituire, ormai da molti mesi, il blasonato direttore del MET, James Levine. Come è noto, Levine aveva dovuto rinunciare - provvisoriamente, a quanto risulta finora - alla sua intensa attività presso la Metropolitan Opera House, a causa di seri problemi di salute che lo hanno costretto ad un importante intervento  chirurgico.

Luisi era stato chiamato in tutta fretta, con la nomina a Principal Guest Conductor, a prendere le redini di una stagione intensissima e con titoli tra i più impegnativi: dopo Don Giovanni Tosca, Luisi dovrà affrontare Sigfried, Lulu, Traviata, Manon .. e se  Levine non potesse riprendere il suo posto a gennaio 2012, sobbarcarsi anche l'intero ciclo de L'Anello del Nibelungo al suo posto.
La notizia di qualche settimana fa ha complicato ancor di più la vicenda: Levine, in convalescenza nella sua casa nel Vermont, è caduto e si è fratturato una vertebra. Risultato, la prospettiva di rivederlo sul podio si allontana ulteriormente, dunque la Direzione del Met fa un sudden upgrade della carica di Luisi, promuovendolo sul campo Principal Conductor. Non più Guest quindi, ma titolare a tutti gli effetti.
Che succede però? Che Levine, evidentemente (e meritatamente, sia ben chiaro) molto amato a New York dai dirigenti del Teatro e dal pubblico, e grazie alla sua chiara fama, ricopre in realtà la carica di Music Director al Met. Quindi è gerarchicamente di livello più alto. Strana "coesistenza", un po' come quella di Jacques Chirac (di destra) e Lionel Jospin (di sinistra) ai vertici della Repubblica Francese negli anni '90. Coesistenza che infatti, come si è visto, non durò a lungo.
Ma c'è di più: Luisi nel frattempo sta per prendere servizio come Musik Director presso l'Opera di Zurigo, un impegnativo incarico già programmato da tempo, mentre per rimpiazzare Levine ha finora dovuto dare forfait a numerosi impegni presso teatri importanti. Il che ha cominciato a far diffondere in giro per il mondo la voce della sua inaffidabilità.... un grave danno reputazionale che evidentemente un professionista serio, quale Luisi è, non si può ulteriormente permettere.
Per finire, l'orchestra, il coro, gli artisti del Met hanno bisogno di una guida stabile, presente, affidabile. Anche per loro è tempo di interrompere questa incertezza. Insomma, la situazione è quanto mai pasticciata, e dannosa per tutti.
Luisi non è un giovane "emergente", ma un direttore di livello globale, di lunga esperienza e di  esemplare lucidità musicale. Anche se (nel nostro paese) non gode della popolarità di un Muti o di uno Chailly, non ha nulla da invidiare a questi ultimi, e merita pienamente di dirigere il più importante teatro d'opera negli Stati  Uniti.
A questo punto, non è per patriottismo per carità, ma uno avrebbe voglia di chiedere  cortesemente: Dear Mr. Levine, after all these years in office, with great results and "customer satisfaction", would you please, now, let finally Mr. Fabio Luisi step in?
  







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