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giovedì 18 agosto 2011

Quale genio della musica ha composto la sigla di Radio Parlamento??


Chi ha come me sulle spalle un discreto numero di primavere forse ricorda Tribuna Politica, a cura di Jader Jacobelli.  Questa trasmissione televisiva , in onda sulla RAI fin dagli anni '60,  consisteva in un ordinatissimo, disciplinatissimo, austero dibattito tra esponenti politici e giornalisti, moderato dal suddetto J.J., del quale è memorabile anche la garbata ma esilarante imitazione che ne faceva il compianto Alighiero Noschese.
La "sigla" musicale introduttiva di Tribuna Politica, che potete ascoltare qui,  consisteva di una nobile, severa melodia, elegantemente fiorita in contrappunto a due voci.
Lo confesso, ignoro chi fosse l'autore di tale musica: data la sua pregevole fattura, potrebbe benissimo anche trattarsi di una qualche opera minore di Brahms, per quanto mi consta. Oppure il lavoro ben fatto, su commissione della RAI, di un competente artigiano. Posso sbagliarmi in entrambi i  casi, e se qualcuno di voi ne sa di più e me ne informa, glie ne sarò molto grato. *


Prendiamo adesso l'attuale, nuova sigla musicale di Rai Radio Parlamento, il canale radiofonico in FM dedicato alle attività di Camera e Senato della Repubblica. A questo compositore, data l'istituzionalità della rete cui la sigla è destinata, era evidentemente necessario mantenersi su un tono austero e sobrio, come era la musica di Tribuna Politica. Ecco quindi che riprende la prima battuta della sigla originale, anche qui affidata ai soli archi. Ammettiamo pure che sia stato  richiesto dalla RAI in tal senso, per ragioni di "unità stilistica" e che abbia copiato solo una battuta per evitare di commettere plagio con danno di altrui diritto d'autore.
....ma quello che succede poi !!  Il nostro si slancia in "variazioni" orchestrali o, per meglio dire : ripetizioni pedisseque della stessa goffa, e monca, frase melodica.
Un insegnante di composizione minimamente attrezzato consumerebbe la matita rossa su un compitino siffatto: ottave e quinte parallele (gli addetti ai lavori mi capiscono); condotta polifonica delle parti vagante, senza direzione, disordinata; orchestrazione goffa.  Dell'originale tema in 16 battute nobilmente contrappuntate, ne restano solo 4 (di cui 3, nuove, di imbarazzante povertà melodica). Con sole 4 misere battute, e soli 2 gradi d'armonia ( I e V), ci  vuole un Mozart per tenere in piedi  la baracca: ma il Nostro non è Mozart e allora, per cambiare qualcosa... a un certo punto l'orchestra, con trombe e timpani, esplode in un Höhepunkt inconsulto e inspiegabile. Eccetera eccetera, non mi  dilungo  nella descrizione, mi  avete capito. Mi dispiace di  non  aver trovato in rete il link giusto perchè possiate rendervi conto con le vostre orecchie. Sintonizzatevi sulla rete GR Parlamento e lo ascolterete subito, è suonato in  continuazione.


Bene, veniamo  al punto: perchè queste righe che a molti sembreranno lo sfogo inutile e magari un po' invidiosetto di un "addetto ai lavori" ?
Non faccio il compositore di  professione e non sono perciò mosso da invidia alcuna.
Conosco nome e cognome del compositore in oggetto, ovviamente gravitante nell'ambiente romanissimo della RAI. Ma non lo rivelerò perchè non è mio interesse criticarlo personalmente. Certamente ha svolto il suo compito meglio che poteva: gli è stata pagata una commissione, e (credo) incassa buone royalties  ogni  volta che la sua Opera d'Arte va in onda : cioè tutti i giorni, più volte a giorno. Buon per lui. Che se la prendano con  lui i compositori, se vogliono.


Il mio problema, l'oggetto  della mia critica, aspra e senza remissione,  sono i dirigenti della RAI,  che hanno commissionato e approvato (nella loro nota totale incompetenza musicale) un simile obbrobrio:  che dovrebbe simboleggiare, per le orecchie del pubblico, la nobiltà istituzionale della vita politica italiana, e invece è l'effigie sfigurata del dilettantismo italiota.
Mi rendo conto che, tra le tante colpe della emittente pubblica nazionale, questa è trascurabile, minima, del tutto inavvertita dai più.
Ma è anche da questi dettagli che si capisce quanto il Paese sia caduto in basso.




* La vecchia sigla di Tribuna Politica, secondo qualcuno, potrebbe essere :
William Walton-Crown Imperial Coronation March










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